Denise e altre prose
Titolo originale
id.
Autore
Radiguet Raymond
Anno
2005
Editore
Via del Vento
Costo
Euro 4,00

Vi è un termine francese davvero aggraziato per definire questi tipi di libri, plaquettes (opuscoli).
Testi leggeri, con pagine poco numerose che a prima vista appaiono non solo graziosi ma anche “inoffensivi” da un punto di vista letterario. Letture intermedie che devono incuriosire il lettore che molto spesso trova questi libricini su delle splendide bancarelle in stile parigino. Così è stato molto spesso e questo scritto non sfigurerebbe in una cornice così appropriata di fine ottocento inizio novecento.
La casa editrice “Via del Vento” di Pistoia onora il nostro paese con una traduzione di alcuni scritti del giovane Raymond Radiguet, in una veste grafica deliziosa e con alcuni suggerimenti turistici della città toscana al fondo (un particolare sorprendente e ben gradito).
L’autore di Denise e altre prose ben si colloca nell’ humus sociale dell’inizio del XX secolo fatto di squisitezze e galanterie che nascondono sotto a superficie un mondo mondano intriso di sessualità. Radiguet legge nelle sue vacanze estive, coadiuvate dal suo abbandono degli studi, autori come Stendhal, Mallarmè e Proust.
La sua scrittura ne risentirà, con una costruzione lessicale rara per un ragazzo di soli diciassette -diciotto anni ma alle volte arcaica e un po’ troppo ricercata al limite della pedanteria. Nell’adolescenza, lo sappiamo bene si scopre la sessualità, sospesa sempre tra sesso e sentimento, corpo e anima, fra un materialismo esasperato ed una voglia naturale di tenerezza.
Denise è una giovane ragazzina, non per forza bella ma intrigante per via della novità che comporta, nuove emozioni interiori e fisiche. Raymond è un ragazzo che fotografato da Man Ray si mostra già cresciuto o almeno desideroso di dimostrarsi come tale, cerca relazioni sfuggevoli con donne adulte (avrà un rapporto con una donna di dieci anni più grande di lui), tiene una folta corrispondenza con letterati dell’epoca (soprattutto con Tristan Tzara ed Andrè Breton) e frequenta uomini dal talento riconosciuto come Jean Cocteau, suo grande amico e sostenitore.
Tutto ciò in tenera età, ancora adolescente ma già con la sigaretta in mano. Appena diciottenne cominciò a scrivere il suo romanzo più celebre, Il Diavolo in corpo che lo renderà famoso e riconosciuto. Un successo che lui non vedrà mai perché nel 1923, appena ventenne morirà di febbre tifoidea (era nato nel 1903).
Il lancio del libro era stato studiato dall’editore Grasset che aveva scomodato ogni tipo di elemento mediatico per promuovere il grande capolavoro dell’enfant prodige.
Perché prodigio fu davvero Radiguet, precoce talento, avventuriero dell’amore, intellettuale acerbo ma pungente e defunto nel fiore della vita.
Si batte spesso sulla vena sessuale di questo scrittore francese senza considerare che la sua era più voglia di scoperta e allo steso tempo di scandalo, forse per scrollarsi di dosso la giovane età o più probabilmente per avvicinarsi a quel voyeurisme tanto snob all’epoca.
Per poi ritornare sempre a Denise che lo lascerà dormire nudo,privo della sua uniforme intellettuale e così fragile in un letto non troppo grande in una fredda giornata d’aprile.
L’amava, ma si rese conto troppo tardi di quella strana verità.
[alessio moitre]

Nasce nel 1903 a Saint-Maur-des-Fosses presso Parigi, primo di sette figli.
Studia con scarso profitto prima nella scuola comunale e poi a Parigi.
Con l’avvento della guerra cessa gli studi e si dedica alla lettura dei vari classici della letteratura ( su tutti Rimbaud, Mallarmè e Proust).
Nel 1919 appaiono le sue poesie raggruppate nell’opera “Les Joues de feu” e nel 1921 compone la sua opera più nota “Il diavolo in corpo” che verrà pubblicata due anni più tardi.
Nel 1923 scrive il suo secondo romanzo “Il ballo del conte d’Orgel” che uscirà postumo.
Infatti il 2 novembre dello stesso anno Raymond muore di febbre tifoidea a Parigi, all’età di vent’anni.