Come diventare bella, ricca e stronza
Titolo originale
id.
Autore
Giulio Cesare Giacobbe
Anno
2006
Editore
Mondadori

“Questo è un libro immorale. Anch’io che l’ho scritto lo trovo immorale. Le donne intelligenti lo troveranno, spero, anche divertente.”

Questo testo ha una sua ironia molto particolare. È stato aspramente criticato da molte lettrici che lo hanno definito “pieno di luoghi comuni” e “offensivo”. Può sembrare tale solo se il lettore non prova a calarsi effettivamente nel fascino delle sue analisi psicologiche e a tentare di guardare la sua struttura nell’insieme. Di fatto l’ironia del Nostro colpisce indistintamente uomini e donne (l’argomento trattato è tale che, ovviamente, gli uomini sono i più bersagliati) entrando nel loro sistema di ragionamento e descrivendolo in maniera frizzante. Non abbiamo a che fare con un comico volgare e privo di tatto ma con uno psicologo, e il vero lettore non avrà difficoltà a rintracciare brandelli di metodo scientifico fra le righe umoristiche. Essendo un testo ironico,questo è ricco di generalizzazioni, ma Giacobbe ci dice sin dall’inizio che quelle generalizzazioni sono necessarie per studiare il modo di diventare, per l’appunto, belle, ricche e stronze; quando è necessario sa far bene i suoi distinguo. È cosciente del fatto che tratta un argomento delicato, prendendosi una libertà immensa e arrivando spesso, attraverso lo scherzo, a dire delle piccole verità alle quali, in genere, non si pensa. L’occhio dello psicologo e quello dell’uomo di spirito si fondono per regalarci una visione completa dei nostri istinti tendenziali, spiegandoci le loro origini e ridicolizzando il loro uso eccessivo: Giacobbe ci dice come usarli e risvegliarli fino all’eccesso per regalarci un piccolo vademecum che ci faccia ridere come pazzi e, talvolta, arrossire fra una risata e l’altra (specie quando l’occhio del nostro psicologo cade sull’aspetto sessuale della faccenda). La parte più divertente di questo libricino è forse quella in cui ci viene chiarificata la differenza enorme tra quello che le donne fanno per piacere agli uomini e quello che gli uomini tendono a cercare per istinto: da notare che i suoi suggerimenti estetici sconsigliano le diete forsennate (miss anoressia, a quanto pare, è una creazione giornalistica che non riesce a sconfiggere alcuni istinti primordiali maschili, nati, di fatto, ai tempi in cui si viveva ancora nelle caverne) il che, come amava scrivere Giovannino Guareschi, è bello e istruttivo.
Il testo è lineare, scorrevole e il contesto ironico permette al Nostro di spiegare in termini assolutamente semplici le piccole verità nascoste nel nostro inconscio, di fondere psicologia, english humor e all’occasione qualche battuta da cabaret.
Probabilmente, in alcune lettrici dotate di molto buon senso, questo libro finirà per risvegliare la voglia di limitarsi ad essere carine, economicamente indipendenti e dotate di una necessaria dose d’intelligenza.
[aurora capoferro ronchetta]


Giulio Cesare Giacobbe ha conseguito nel 1967 una laurea italiana in Filosofia e nel 1986 un Ph.D. USA con specializzazione in Psicologia. Ha praticato analisi personale e formazione in psicoterapia presso l’Istituto di Psicosintesi di Firenze. È autorizzato all’esercizio della psicoterapia in Italia e negli USA. È iscritto all’Albo degli Psicologi Italiani. È titolare dell’insegnamento di Fondamenti delle Discipline Psicologiche Orientali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova.
Dal 1968 al 1972 ha svolto attività di ricercatore di storia della scienza nel CNR. Dal 1968 al 1974 ha svolto attività di docente di Lettere Italiane e Latine, Storia e Geografia nella Scuola Media. Dal 1972 svolge attività di docente nell’Università di Genova dove ha tenuto gli insegnamenti di Storia delle Matematiche, Storia del Rinascimento Scientifico, Storia della Logica, Fondamenti delle Discipline Psicologiche Orientali.
Dal 1999 pubblica saggi di psicologia.