“Questo
è un libro immorale. Anch’io che l’ho scritto
lo trovo immorale. Le donne intelligenti lo troveranno, spero,
anche divertente.”
Questo testo
ha una sua ironia molto particolare. È stato aspramente
criticato da molte lettrici che lo hanno definito “pieno
di luoghi comuni” e “offensivo”. Può
sembrare tale solo se il lettore non prova a calarsi effettivamente
nel fascino delle sue analisi psicologiche e a tentare di guardare
la sua struttura nell’insieme. Di fatto l’ironia
del Nostro colpisce indistintamente uomini e donne (l’argomento
trattato è tale che, ovviamente, gli uomini sono i più
bersagliati) entrando nel loro sistema di ragionamento e descrivendolo
in maniera frizzante. Non abbiamo a che fare con un comico volgare
e privo di tatto ma con uno psicologo, e il vero lettore non
avrà difficoltà a rintracciare brandelli di metodo
scientifico fra le righe umoristiche. Essendo un testo ironico,questo
è ricco di generalizzazioni, ma Giacobbe ci dice sin
dall’inizio che quelle generalizzazioni sono necessarie
per studiare il modo di diventare, per l’appunto, belle,
ricche e stronze; quando è necessario sa far bene i suoi
distinguo. È cosciente del fatto che tratta un argomento
delicato, prendendosi una libertà immensa e arrivando
spesso, attraverso lo scherzo, a dire delle piccole verità
alle quali, in genere, non si pensa. L’occhio dello psicologo
e quello dell’uomo di spirito si fondono per regalarci
una visione completa dei nostri istinti tendenziali, spiegandoci
le loro origini e ridicolizzando il loro uso eccessivo: Giacobbe
ci dice come usarli e risvegliarli fino all’eccesso per
regalarci un piccolo vademecum che ci faccia ridere come pazzi
e, talvolta, arrossire fra una risata e l’altra (specie
quando l’occhio del nostro psicologo cade sull’aspetto
sessuale della faccenda). La parte più divertente di
questo libricino è forse quella in cui ci viene chiarificata
la differenza enorme tra quello che le donne fanno per piacere
agli uomini e quello che gli uomini tendono a cercare per istinto:
da notare che i suoi suggerimenti estetici sconsigliano le diete
forsennate (miss anoressia, a quanto pare, è una creazione
giornalistica che non riesce a sconfiggere alcuni istinti primordiali
maschili, nati, di fatto, ai tempi in cui si viveva ancora nelle
caverne) il che, come amava scrivere Giovannino Guareschi, è
bello e istruttivo.
Il testo è lineare, scorrevole e il contesto ironico
permette al Nostro di spiegare in termini assolutamente semplici
le piccole verità nascoste nel nostro inconscio, di fondere
psicologia, english humor e all’occasione qualche battuta
da cabaret.
Probabilmente, in alcune lettrici dotate di molto buon senso,
questo libro finirà per risvegliare la voglia di limitarsi
ad essere carine, economicamente indipendenti e dotate di una
necessaria dose d’intelligenza.
[aurora
capoferro ronchetta]
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Giulio
Cesare Giacobbe ha conseguito nel 1967 una laurea italiana
in Filosofia e nel 1986 un Ph.D. USA con specializzazione
in Psicologia. Ha praticato analisi personale e formazione
in psicoterapia presso l’Istituto di Psicosintesi
di Firenze. È autorizzato all’esercizio della
psicoterapia in Italia e negli USA. È iscritto all’Albo
degli Psicologi Italiani. È titolare dell’insegnamento
di Fondamenti delle Discipline Psicologiche Orientali presso
la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università
di Genova.
Dal 1968 al 1972 ha svolto attività di ricercatore
di storia della scienza nel CNR. Dal 1968 al 1974 ha svolto
attività di docente di Lettere Italiane e Latine,
Storia e Geografia nella Scuola Media. Dal 1972 svolge attività
di docente nell’Università di Genova dove ha
tenuto gli insegnamenti di Storia delle Matematiche, Storia
del Rinascimento Scientifico, Storia della Logica, Fondamenti
delle Discipline Psicologiche Orientali.
Dal 1999 pubblica saggi di psicologia. |
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