La città degli uomini soli
Autore
Marco Innocenti
Anno
2008
Editore
Dario Flaccovio Editore
Pagine
142
Prezzo
Euro 13,00

“...la legge Pro familia non è un punto di arrivo ma di partenza. Nel nuovo oridne sociale di Mediterranea, gli individui avranno dignità soltanto in quanto elementi costitutivi di un nucleo familiare tradizionale: uomo, donna e prole. Gli omosessuali saranno esclusi dalla vita pubblica. E presto non potranno neanche muoversi liberamente in città. Quei casermoni che stanno costruendo, nell'area delle fabbriche dismesse, sono per loro. Sembrano dei lager...”

Benvenuti a Mediterranea, dove chi è single rischia la vita. Paese immaginario ma non troppo, in un futuro prossimo ma forse non così lontano. La città è afflitta da una pioggia acida che si abbatte con quotidianità e che dona un aspetto topograficamente decadente alla Blade Runner che fa da sfondo ad una decadenza etica e morale che si rispecchia nella Legge Pro Familia, ispirata dal cardinale Ademir e sostenuta dal Regime dell’Iguana, uomo/essenza/istituzione dotato di poteri telepatici.
La legge aveva introdotto tassazioni supplementari a carico di coloro che, superati i 35 anni d’età se maschi e 30 se femmine, non si fossero ancora sposati. Inoltre prevedeva l’esclusione dalle cariche pubbliche e militari. Anche gli omosessuali erano da questi luoghi esclusi, anzi “luoghi” appositamente creati per loro iniziavano ad essere aperti, i Centri di raccolta e Controllo.
Uomini spariti nel nulla, erano notizie che non circolavano sui giornali; uomini e donne della polizia segreta si intrufolavano nelle file dell’opposizione, omosessuali e coppie irregolari si incontravano in alberghetti di infima categoria appena fuori città.
In questo palcoscenico si muove il detective Schubert Gambetta, in un viaggio nelle profondità delle nefandezze umane e nelle vigliaccherie terrene tra attentati, doppi e tripli giochisti, donne fatali portatrici insane di cicatrici e segreti. Sullo sfondo il ritorno in Patria delle ceneri del Condottiero, uomo di pensiero ed azione (l’immagine di Che Guevara emerge tra le righe a lui dedicate) che aveva un tempo condotto e guidato il Paese.
Macro Innocenti costruisce una storia fatta di continui rimandi alla realtà (alcuni luoghi di tortura rimandano a paesaggi sudamericani ma richiamano alla memoria incubi italiano come Bolzaneto), costruendo scenari apocalittici ed ipotesi di ricostruzioni di società “utopiche” che pensavamo morte e sepolte ma su cui non potremmo giurare di un loro possibile ritorno.
Siamo nel campo di una fantascienza realistica, alla I figli degli uomini per intendersi, verosimile e per questo ancor più spaventosa. Lo stile è piano, incalzante, ben sostenuto da dialoghi che danno ritmo alla narrazione. Le informazioni su personaggi ed eventi sono distillati in modo tale da creare una continua suspense e tenere alto l’interesse e la curiosità del lettore.
Di facile e rilassata lettura, La città degli uomini soli è una sorta di incubo ad occhi aperti, un Casablanca corroso da acidi chimici, desautorato da ogni forma di ottimismo nonostante un epilogo che forse avremmo evitato. Da scoprire. [fabio melandri]


Marco Innocenti nasce a Pisa nel 1966. Vive a Firenze, dove collabora con alcune agenzie di pubblicità come copywriter. Negli anni ‘90 si dedica ai fumetti: pubblica storie brevi sulla rivista “Schizzo” e crea il personaggio dell’investigatore privato “Lenin”, protagonista di una serie di albi.
Esordisce in narrativa con il romanzo Contro il resto del mondo (Baldini &Castoldi, 2000) e vince il premio Euroclub-Linus, riservato agli autori under 35. I personaggi di questa opera prima sono ripresi in Ladri di stelle (Manni, 2005), che ottiene la Segnalazione Speciale Premio Pisa. Con Dario Flaccovio ha pubblicato nel 2007 il romanzo Diario di un accalappiacani. Innocenti è inoltre autore di libri per l’infanzia, editi da Giunti Junior.