L'acchito
Autore
Pietro Grossi
Anno
2007
Editore
Sellerio
Pagine
199
Prezzo
Euro 12,00

“Lasciò quindi andare la palla, che partì tranquilla verso la sponda opposta e se ne tornò nel punto da cui era partita. Dino era ancora chinato sul panno verde, come se ancora non avesse tirato, e guardò da vicino la palla che tornava nella sua posizione. Di solito quando era di buon umore trovava quello il momento adatto per un sorriso. Faceva sempre un certo effetto vedere tornare la palla nella sua posizione , era come se d'un tratto le cose si rimettessero apposto, come se malgrado tutto ci fosse una zona franca in cui le cose avevano una loro misura…”

Dino è un uomo semplice che ama il suo lavoro, sua moglie Sofia e il biliardo. Da ragazzo ha voluto imparare a giocare a biliardo. Cirillo, il più abile del circolo del posto non lo vuole aiutare. Dino ci mette tre anni per farsi accettare come allievo e anche se non sfiderà mai il suo maestro saranno sempre uniti dalla stessa passione.
La sua vita è scandita dalle geometrie delle strade dove lavora, dai ciottoli che posa con la sua squadra, dalle misure delle posizioni delle palle sul tavolo verde del biliardo, al riparo da qualsiasi novità. Anche i sogni, sono al riparo dagli imprevisti, occupano lo spazio definito ed ordinato dei quaderni dove, insieme a Sofia, annota nei più piccoli particolari i viaggi sognati e mai fatti.
Un giorno tutto l’ordine e la logica della ua esistenza vengono sconvolti; Sofia rimane inaspettatamente incinta, i ciottoli vengono sostituiti all’asfalto e Dino si accorge che tutta quella misura e quella solidità su cui si poggiava la sua vita è invece un terreno traballante che lascia spazio agli imprevisti. Presto realizza che la logica del vivere è molto più complessa e segue più il principio di indeterminazione che le rigide e rassicuranti geometrie del biliardo o le logiche apparentemente casuali dei ciottoli poggiati sulla sabbia.
L’asfalto come una morte nera sostituisce i ciottoli, Dino inizia a fare tornei, Sofia muore ma lui scopre il sentimento profondo della paternità; tutto si confonde e niente è più geometricamente esatto e forse in quella imperfezione cela una incredibile bellezza.Dall’imprevisto nasce lo scontro fra la realtà e il protagonista che in qualche modo attraverso la lotta cerca di riguadagnare il controllo della sua esistenza . Ispirandosi ad Eisenberg che paragona il principio di indeterminazione al gioco del biliardo,Pietro Grossi, autore appena trentenne,ci offre un romanzo notevole nella sua semplicità. Attraverso i piccoli gesti quotidiani e con una grazia del tutto propria, racconta i sentimenti dei protagonisti mentre con la forza delle allegorie e delle metafore approfondisce e universalizzai temi del racconto. In questo romanzo si parla di eroi quotidian di eroi di tutti i tempi che nell’impegno del vivere compiono imprese che possono definirsi epiche.
Il titolo L’acchito dal latino quietus dal francese quitte “quieto libero” nel gergo del gioco del biliardo è la posizione di inizio di ogni partita e riproduce metaforicamente sia il punto di inizio di ogni vicenda umana quanto il punto finale di ogni stato di conflitto. L’ambientazione è in un tempo indefinito di una città imprecisa dall’inconfondibile atmosfera toscana. La prosa e’ semplice misurata e anche se nella scrittura l’autore afferma di sentirsi legato più ad autori americani come De Lillo forse per le ambientazioni Grossi ricorda altri scrittori toscani. [simonetta cestarelli]


Scrivo a mano con una bic nera. Scrivo tutti i giorni, una volta lo facevo a tempo, adesso mi do un minimo garantito di pagine… Scrivo su un certo tipo di quaderni e basta sono quaderni della Mida americani divisi in cinque settori per duecento fogli… Non smetto mai di scrivere prima di sapere come devo andare avanti.

Dice Pietro Grossi, giovane scrittore emergente, in una recente intervista. Nato a Firenze nell’aprile del 1978 il grande successo della raccolta di racconti Pugni (Sellerio 2006) lo ha trasformato nel caso letterario della scorsa stagione, garantendogli grande valutazione della critica, l’essere menzionato come finalista Premio Strega ed altri premi letterari importanti, inoltre con le oltre quarantamila copie vendute la considerazione del pubblico. Pietro Grossi ha esordito come scrittore nel 2000 con Touchè pubblicato da Polistampa.