Tristano muore
Titolo originale
Tristano muore
Autore
Antonio Tabucchi
Anno
2004
Editore
Feltrinelli
Romanzo intenso, quasi un poema, dalla prosa ricercata e leggera, che bilancia l’importanza dei contenuti, frutto dell' esperienza e della cultura, della sensibilità di una delle più belle voci del panorama letterario Italiano: Antonio Tabucchi.

“Sei venuto qui per raccogliere una vita. Ma sai cosa raccogli? Parole…”

Sullo sfondo di una toscana estiva arsa dal sole, nella vecchia casa dove è sempre vissuto, Tristano vecchio e malato di cancrena, fra la sofferenza della malattia e l'effetto della morfina, racconta la sua vita. Uno scrittore, con il compito di raccogliere le sue memorie, assiste alla sua agonia. Tristano racconta di quando era soldato italiano in Grecia, quando di fronte alle ingiustizie sceglie di cambiare fronte diventando partigiano, combattendo per la libertà fino alla fine della guerra. È il racconto della vita di un uomo che lentamente e inesorabilmente muore, ma chi è Tristano? È un uomo che ha vissuto con passione, combattuto, amato, avuto paura e scelto; un uomo che ha creduto negli ideali che ormai oggi sembrano lontani. Il suo nome non deriva dalle leggende medioevali o dal mondo Wagneriano, ma è un omaggio al personaggio leopardiano caro all’autore, quel Tristano delle Operette morali che guarda il mondo con amarezza e pessimismo.
Come in altre sue opere Tabucchi disegna percorsi paralleli alla narrazione principale: dialoghi, riflessioni, intrecci di pensieri, sogni, incubi, ricordi e paure che si intersecano in un infinito andare e ritornare senza mai perdere di vista il pensiero principale. I personaggi si moltiplicano nello svolgersi del romanzo, presenze importanti che sfuggono e ritornano nei ricordi di una vita vissuta con grande pienezza: sono le donne amate, i compagni, gli amici, la vecchia Frau che ha cresciuto Tristano e che ora lo accudisce. Come spiega l’autore, Tristano muore in ogni pagina del libro, in un presente che dura un mese intero dilatando il tempo della morte fino all’ultima pagina e mentre muore senza ipocrisie racconta la sua vita. Non è solo la storia di un uomo e delle sue contraddizioni, ma anche la storia di una generazione, dei suoi ideali e il suo combattere per quegli ideali che insieme a Tristano stanno morendo, dei valori di una società che inevitabilmente sta cambiando. È una riflessione sul senso della vita, che Tristano, nella confusione della malattia e l’effetto della morfina, frammenta nei fotogrammi dei suoi ricordi e delle sue emozioni, per poi ricomporla nel tentativo di dare un senso alle sue memorie. “La vita non si può raccontare la vita si vive e basta”, sostiene Tristano, ma è il suo raccontarla che ne fa capire la logica, ne fa capire il senso. È una riflessione anche sulla morte, che porta con sé tutte le somme, tutti i conti sospesi dell’esistenza. Lo scrittore, personaggio presente ma sempre muto, raccoglie il divagare di Tristano morente per raccontarne l'esistenza, dal momento che solo le parole restano alla fine a testimonianza del nostro esistere.
[simonetta cestarelli]

 

Personalità di spicco del mondo letterario, Antonio Tabucchi è considerato una delle presenze più importanti della letteratura Europea. Scrive romanzi, saggi, allestimenti teatrali e racconti e i suoi lavori sono tradotti in più di trenta lingue. Nasce a Pisa il 24 settembre 1943, cresce e studia in toscana, viaggia e si interessa di letteratura portoghese, si laurea sempre a Pisa nel 1969 con una tesi sul surrealismo portoghese. Perfezionatosi alla scuola Normale Superiore di Pisa, insegna all’università di Bologna Lingua e Letteratura Portoghese nel 1973. Nel 1975 pubblica il suo primo romanzo, Piazza d'Italia, a cui seguono Il gioco del rovescio (1981), Donna di Porto Pim (1983), Notturno indiano, il suo primo romanzo importante (1984), Piccoli equivoci senza importanza (1985), Requiem (1992), Sostiene Pereira (1994), La testa perduta di Damasceno Monteiro (1997), basato su una storia vera. Nel 1999 pubblica il reportage Gli zingari e il Rinascimento e nel 2001 il romanzo epistolare Si sta facendo sempre più tardi. Il 2003 è l’anno di Autobiografie altrui ed il 2004 di Tristano muore. È uno dei più importanti studiosi di letteratura portoghese, con particolare attenzione per il poeta Ferdinando Pessoa, di cui ha curato e tradotto l'edizione italiana delle opere. Ha ricevuto moltissimi riconoscimenti, tra cui il Premio Viareggio-Rèpaci, il Premio Campiello, il Premio Medicis Etranger, il Premio Jean Monet, il Premio europeo di Letteratura, il Prix Européen de la Littérature in Francia, l’Aristeion in Grecia, il Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania, l’Europäischer Staatspreis in Austria e il Premio Hidalgo in Spagna.