Romanzo
intenso, quasi un poema, dalla prosa ricercata e leggera, che
bilancia l’importanza dei contenuti, frutto dell' esperienza
e della cultura, della sensibilità di una delle più
belle voci del panorama letterario Italiano: Antonio Tabucchi.
“Sei
venuto qui per raccogliere una vita. Ma sai cosa raccogli? Parole…”
Sullo sfondo di una toscana estiva arsa dal sole, nella vecchia
casa dove è sempre vissuto, Tristano vecchio e malato
di cancrena, fra la sofferenza della malattia e l'effetto della
morfina, racconta la sua vita. Uno scrittore, con il compito
di raccogliere le sue memorie, assiste alla sua agonia. Tristano
racconta di quando era soldato italiano in Grecia, quando di
fronte alle ingiustizie sceglie di cambiare fronte diventando
partigiano, combattendo per la libertà fino alla fine
della guerra. È il racconto della vita di un uomo che
lentamente e inesorabilmente muore, ma chi è Tristano?
È un uomo che ha vissuto con passione, combattuto, amato,
avuto paura e scelto; un uomo che ha creduto negli ideali che
ormai oggi sembrano lontani. Il suo nome non deriva dalle leggende
medioevali o dal mondo Wagneriano, ma è un omaggio al
personaggio leopardiano caro all’autore, quel Tristano
delle Operette morali che guarda
il mondo con amarezza e pessimismo.
Come in altre sue opere Tabucchi disegna percorsi paralleli
alla narrazione principale: dialoghi, riflessioni, intrecci
di pensieri, sogni, incubi, ricordi e paure che si intersecano
in un infinito andare e ritornare senza mai perdere di vista
il pensiero principale. I personaggi si moltiplicano nello svolgersi
del romanzo, presenze importanti che sfuggono e ritornano nei
ricordi di una vita vissuta con grande pienezza: sono le donne
amate, i compagni, gli amici, la vecchia Frau che ha cresciuto
Tristano e che ora lo accudisce. Come spiega l’autore,
Tristano muore in ogni pagina del libro, in un presente che
dura un mese intero dilatando il tempo della morte fino all’ultima
pagina e mentre muore senza ipocrisie racconta la sua vita.
Non è solo la storia di un uomo e delle sue contraddizioni,
ma anche la storia di una generazione, dei suoi ideali e il
suo combattere per quegli ideali che insieme a Tristano stanno
morendo, dei valori di una società che inevitabilmente
sta cambiando. È una riflessione sul senso della vita,
che Tristano, nella confusione della malattia e l’effetto
della morfina, frammenta nei fotogrammi dei suoi ricordi e delle
sue emozioni, per poi ricomporla nel tentativo di dare un senso
alle sue memorie. “La vita non si può raccontare
la vita si vive e basta”, sostiene Tristano, ma è
il suo raccontarla che ne fa capire la logica, ne fa capire
il senso. È una riflessione anche sulla morte, che porta
con sé tutte le somme, tutti i conti sospesi dell’esistenza.
Lo scrittore, personaggio presente ma sempre muto, raccoglie
il divagare di Tristano morente per raccontarne l'esistenza,
dal momento che solo le parole restano alla fine a testimonianza
del nostro esistere.
[simonetta
cestarelli]
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| Personalità
di spicco del mondo letterario, Antonio Tabucchi è
considerato una delle presenze più importanti della
letteratura Europea. Scrive romanzi, saggi, allestimenti
teatrali e racconti e i suoi lavori sono tradotti in più
di trenta lingue. Nasce a Pisa il 24 settembre 1943, cresce
e studia in toscana, viaggia e si interessa di letteratura
portoghese, si laurea sempre a Pisa nel 1969 con una tesi
sul surrealismo portoghese. Perfezionatosi alla scuola Normale
Superiore di Pisa, insegna all’università di
Bologna Lingua e Letteratura Portoghese nel 1973. Nel 1975
pubblica il suo primo romanzo, Piazza
d'Italia, a cui seguono Il
gioco del rovescio (1981), Donna
di Porto Pim (1983), Notturno
indiano, il suo primo romanzo importante (1984),
Piccoli equivoci senza importanza
(1985), Requiem (1992), Sostiene
Pereira (1994), La testa perduta
di Damasceno Monteiro (1997), basato su una storia
vera. Nel 1999 pubblica il reportage Gli
zingari e il Rinascimento e nel 2001 il romanzo epistolare
Si sta facendo sempre più tardi.
Il 2003 è l’anno di Autobiografie
altrui ed il 2004 di Tristano
muore. È uno dei più importanti studiosi
di letteratura portoghese, con particolare attenzione per
il poeta Ferdinando Pessoa, di cui ha curato e tradotto
l'edizione italiana delle opere. Ha ricevuto moltissimi
riconoscimenti, tra cui il Premio Viareggio-Rèpaci,
il Premio Campiello, il Premio Medicis Etranger, il Premio
Jean Monet, il Premio europeo di Letteratura, il Prix Européen
de la Littérature in Francia, l’Aristeion in
Grecia, il Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania,
l’Europäischer Staatspreis in Austria e il Premio
Hidalgo in Spagna. |
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